Poesia

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    Libretto di transito di Franca Mancinelli funziona come un resoconto di viaggio attraverso territori onirici: mondi prossimi a sparire e atmosfere eteree fanno da specchio deformante ai gesti e agli accadimenti più banali. Per il tramite di una messa a punto continua della pronuncia del mondo, allusività e precisione, densità ed evanescenza si corrispondono e si integrano. A mezza strada tra desiderio e rinuncia, tra possibilità destinate a estinguersi e compiutezza assoluta, Mancinelli volge in musica anche la quotidianità più liminare e inappariscente.

     

    12.00
    Tipologia : Libro
    Anno : 2018
  • Versione Standard

    Chandra Livia Candiani negli ultimi anni ha pubblicato con successo due raccolte di poesie nella collana bianca di Einaudi: «La bambina pugile» e «Fatti vivo». Presso la stessa casa editrice è uscito da poco un suo breve saggio sulla meditazione, «Il silenzio è cosa viva», che raccoglie ventitré capitoli luminosi e illuminanti, pacati e dolcissimi.

    Un avvicinamento laico alla spiritualità, che non si pone in maniera didascalica o imperativa, non mira ad insegnare nulla al lettore: semplicemente offre una testimonianza, raccontando un percorso nel buio della sofferenza e nella luce di una speranza, di una consolazione, di un risveglio.

    Nel mondo di Chandra, dove la parola è anche immagine e poesia, meditare è anzitutto stare fermi; sedersi e seguire umilmente e con pazienza il respiro, accoglierlo in silenzio, conoscere ma senza pensare. Meditare è seguire i movimenti della nostra mente smettendo di affaccendarci in azioni, pensieri, preoccupazioni per il futuro, ricordi del passato. Meditare non è fare il vuoto intorno a noi. Anzi: è non separare i mondi, non dividere quel che consideriamo spirituale da quel che riteniamo ordinario. E i gesti quotidiani di cucinare, lavare i piatti, telefonare, pulire, leggere possono diventare forme di preghiera. È insomma stare dentro noi stessi, dentro tutto ciò che siamo in quel momento, consapevolmente. Spesso si pensa che la soluzione al dolore e all’ansia sia altrove, ma è nel dolore la soluzione del dolore (e nell’ansia la soluzione dell’ansia). Sentendolo, abitandolo, assaporandolo, non è più un estraneo, ma a poco a poco un ospite scomodo, irruente, tempestoso e infine un pezzo di noi.

     

    Chandra Livia Candiani utilizza la sua decennale esperienza di traduttrice di testi buddhisti e di insegnante di poesia nelle scuole elementari, tra i malati e i senza casa, per offrire ai lettori citazioni e spunti di riflessione tratti da testi letterari e filosofici o dalle splendide e commoventi composizioni dei suoi allievi bambini: per rammentarci che tutto ciò che ci tocca nel profondo ci trasforma, ci aiuta.

    Autore : Chandra Lidia Candiani
    Anno : 2018
  • Versione Standard
    Autore : Leonetta Bentivoglio
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    Franca Grisoni

    14.00
    Autore : Franca Grisoni
    Anno : 2016
    Tipologia : Libro
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    Mariangela Gualtieri

    Mariangela Gualtieri

    12.50 11.50
    -8%
    Autore : Mariangela Gualtieri
    Anno : 2015
    Tipologia : Libro
  • Versione Standard

    Mariangela Gualtieri

    Mariangela Gualtieri

    12.50 11.00
    -12%
    Autore : Mariangela Gualtieri
  • Versione Standard

    Mariangela Gualtieri

    Mariangela Gualtieri

    12.00 10.50
    -13%
    Autore : Mariangela Gualtieri
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    Poesie d’amore e di terra  (Chiarelettere Editore)

     

    Alcune poesie estratte dal libro:
     
    Pensa che si muore
    e che prima di morire tutti hanno diritto
    a un attimo di bene.
    Ascolta con clemenza.
    guarda con ammirazione le volpi,
    le poiane, il vento, il grano.
    impara a chinarti su un mendicante,
    coltiva il tuo rigore e lotta
    fino a rimanere senza fiato.
    Non limitarti a galleggiare,
    scendi verso il fondo
    anche a rischio di annegare.
    sorridi di questa umanità
    che si aggroviglia su se stessa,
    cedi la strada agli alberi.
     
     
     
    La prima volta non fu quando ci spogliammo
    ma qualche giorno prima
    mentre parlavi sotto un albero.
    Sentivo zone lontane del mio corpo
    che tornavano a casa.
     
     
     
    Chiamami e conta
    da uno a cento.
    È bellissimo sentirti dire
    ventidue, trentasette,
    novanta.
     
     
    Ho un sentimento segreto
    che commuove ogni mio secondo.


    Non mi consente di essere con voi
di stare al mondo.
     

    Lettera ai ragazzi del Sud
     
    Cari ragazzi,
    abitate da poco una terra antica,
    dipinta con le tibie di albe greche,
    col sangue di chi è morto in Russia, in Albania.
    Avete dentro il sangue il freddo delle navi
    che andavano in America,
    le grigie mattine svizzere dentro le baracche.
    Era la terra dei cafoni e dei galantuomini,
    coppole e mantelle nere,
    era il Sud dell’osso, era un uovo, un pugno di farina,
    un pezzo di lardo.
    Ora è una scena dissanguata,
    ora ognuno è fabbro della sua solitudine
    e per stare in compagnia si è costretti a bere
    nelle crepe che si sono aperte tra una strada e l’altra,
    tra una faccia e l’altra.
    Tutto è spaccato, squarciato, separato.
    Sentiamo l’indifferenza degli altri
    e l’inimicizia di noi stessi.
    Uscite, contestate con durezza
    i ladri del vostro futuro:
    sono qui e a Milano e a Francoforte,
    guardateli bene e fategli sentire il vostro disprezzo.
    Siate dolci con i deboli, feroci con i potenti.
    Uscite e ammirate i vostri paesaggi,
    prendetevi le albe, non solo il far tardi.
    Vivere è un mestiere difficile a tutte le età,
    ma voi siete in un punto del mondo
    in cui il dolore più facilmente si fa arte,
    e allora suonate, cantate, scrivete, fotografate.
    Non lo fate per darvi arie creative,
    fatelo perché siete la prua del mondo:
    davanti a voi non c’è nessuno.
    Il Sud italiano è un inganno e un prodigio.
    Lasciate gli inganni ai mestieranti della vita piccola.
    Pensate che la vita è colossale.
    Siate i ragazzi e le ragazze del prodigio.
     
     
    Sto qui che ti aspetto, 
porto con me millenni storti, 
lunghissime nevicate, 
vento, agonie, cani che abbaiano, 
porto anche dio e quello che c’è 
quando dio finisce e quello che comincia, 
aspetto il tuo odore, una tua sillaba eccitata, 
e poi un abbraccio, un senso di dolore 
che si scioglie, e poi l’universo che rivela 
il suo rumore, simile a quello 
che fa un passero 
quando vola via da un ramo.
     
     
    L’amore che ti porto
 non è di questo mondo 
e non è mio, 
è in me 
per non darmi pace, 
è il fiato che mi manca, 
il coraggio che non ho, 
l’abbraccio che non si chiude.

    
L’amore che ti porto 
non so nemmeno dove sia, lo cerco 
ogni volta che scrivo una poesia.
     
     
    Poco fa sentivo il cuore di mia moglie 
sulla mia guancia. 
Il cuore di mia moglie 
è una cesta dove dormono i gatti, 
un forno dove lievitano 
le crostate.

    
Il cuore di mia moglie 
è una luminosa chiesa di campagna, 
un arcobaleno posato 
sui campi.
     
     
    Fatti girare la testa velocemente e poi fermala, apri gli occhi a caso: davanti a te c’è una scena del mondo una qualunque, vedi quanto è preziosa, vedila bene, con calma, tieni la testa ferma, rallenta il giro del sangue. Che meraviglia che sia mattina, che abbia smesso di piovere.
     
     Sento che siamo arrivati ai giorni semplici. Ora si può credere a quello che ci accade,
 credere all’aria che ci accoglie quando usciamo  e al saluto di chi incontriamo, alla notte che viene, alla luce che rimane, credere che non c’è malattia  fino a quando parliamo con la nostra voce, fino a quando lottiamo con gioia. Attraversiamo con fiducia ogni scena del vivere e del morire, facciamo di ogni fatica una fortuna, andiamo dentro le ore senza saltarne una.
     Punta sulla nuvola e su altre cose mute, non tue, non vicine, non addestrate a compiacerti, punta sulla morte, anche sulla morte, sulla sua decenza, sul fatto che non ritratta niente, punta sulla luce, cercala sempre, infine punta sulla tua follia, se ce l’hai, se non te l’hanno rubata da piccolo.

     

    La prima volta non fu
    quando ci spogliammo
    ma qualche giorno prima
    mentre parlavi sotto un albero.
    Sentivo zone lontane del mio corpo
    che tornavano a casa.

    Franco Arminio

    13.00 9.90
    -24%
    Autore : Franco Arminio