" LA FERITA COME CURA" 

Fare Anima in Educazione, Rassegna Pedagogica. 

L'evento formativo vuole essere un momento per riflettere, assieme a tutti voi, sull'esperienza della Ferita e della sofferenza. Partecipare alla Rassegna, consente di prendere parte alla presentazione dei modelli teorici ed dei metodi di lavoro scaturiti dalla cultura del "Fare Anima", seguiti dalla sperimentazione di pratiche immaginali e pedagogiche, orientate a nutrire il tema della Ferita. 

I laboratori esperienziali, "Radure Immaginali", saranno condotti da formatori esperti a livello nazionale. Mi piacerebbe molto, che le persone con cui ho fatto "carovana" in questi anni, incontrate nei gruppi di sostegno alla genitorialità, nei gruppi di formazione ed attraverso gli incontri individuali di Consulenza Pedagogica e Counseling, potessero essere presenti assieme a me, nella Rassegna.


Che cosa è la Pedagogia Immaginale?
La Pedagogia Immaginale è un orientamento di ricerca e di pratiche educative, che riconosce come suoi antecedenti significativi autori come Henry Corbin, Carl Gustav Jung, Gaston Bachelard, Gilbert Durand e James Hillman, che hanno in comune la valorizzazione dell’Immaginazione Creatrice come facoltà conoscitiva e la fiducia profonda nell’integrità di un cosmo, in cui è possibile scoprire e sviluppare un reticolo di corrispondenze vitali e simboliche in continuo divenire.

Da che cosa nasce questo Convegno? 

Questa rassegna nasce da un impegno a vivere l’esperienza della Ferita nei suoi molteplici aspetti. Uno dei temi nevralgici dell’educazione, in particolar modo degli educatori che operano nei settori professionali che intervengono sulle condizioni di disagio, rischio e prevenzione socio-culturale e socio-sanitario, è certamente quello della sofferenza e del danno. 

Sofferenza che si manifesta in modo differente [ condizioni di abbandono, devianza, marginalità, malattia.. ]. Educatori, assistenti sociali, insegnanti, medici, non possono non avvertire o non essere in qualche modo toccati dalle condizioni spesso molto dolorose con cui si devono misurare.  L’ingresso nella Ferita è spesso salvifico.  "Nel calice della ferita c’è l’anima”, scrive Hillman. Varco per inumidirsi, flettersi ed entrare in contatto con le proprie parti minerali, viscerali. La ferita è per l’arricchimento della psiche, come un “Graal”, un “vaso”, un contenitore. 

Attraverso questo dibattito desideriamo sviluppare un modello educativo che privilegia un immaginario non dominato da stereotipi e idee schematiche. Il linguaggio con cui si indicano patologie e disturbi è infatti spesso livido e secco: deficit, dipendenze, sindromi e devianze. Discipline che semplificano la vastità di orizzonti che ogni fenomenologia d’essere, porta con sé.

Come si Articola il Convegno?
I partecipanti al Convegno saranno chiamati a confrontarsi con “opere” di tipo artistico e di rappresentazione simbolica, in cui l’elaborazione interpretativa del nucleo della “ferita” sia particolarmente ricco e differenziato, in modo da facilitare un’attenzione accurata, intensa sui temi condivisi.A momenti di discussione plenaria e di dibattito, si alterneranno momenti di esperienza diretta delle pratiche immaginali, occasioni aperte alla cittadinanza tutta, ma in particolare per tutti coloro che a vario titolo si occupano di educazione.

Clicca qui per scaricare la brochure fronte -retro della Rassegna, e la Scheda di Iscrizione con tutte le informazioni!

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