Arnold Mindell Lettera a Carl Gustav Jung
(AnimaMundi, marzo 2011)
traduzione dall'originale A Letter to C.G. Jung, on his 125th Birthday
segue Intervista ad Arnold Mindell di Tomasz Stawiszyński
dal libro:
«Qualche mattina qui, sulla costa dell’Oregon, il sole splende come oggi, qualche volta c’è tempesta. Quindi, se segui i tuoi processi il tempo cambia, non è sempre lo stesso. Potrei dire che siamo esattamente come la natura. La nostra mente, la nostra mente di tutti i giorni è molto quadrata, molto lineare e non riesce a comprendere che le cose possono cambiare in modi inattesi e possono farlo così rapidamente».
«La paura delle emozioni è una delle ragioni essenziali alla base del razzismo involontario, dilagante nelle culture bianche, non soltanto della tua epoca, ma anche della mia. Mi capisci, ne sono sicuro; la psicologia non è solo una scienza! È anche politica. Se hai paura delle emozioni hai paura di stati alterati di coscienza e, quindi, marginalizzi le culture la cui spiritualità si basa su questi stati"La paura delle emozioni è una delle ragioni essenziali alla base del razzismo involontario, dilagante nelle culture bianche, non soltanto della tua epoca, ma anche della mia. Mi capisci, ne sono sicuro; la psicologia non è solo una scienza! È anche politica. Se hai paura delle emozioni hai paura di stati alterati di coscienza e, quindi, marginalizzi le culture la cui spiritualità si basa su questi stati».
«Non posso davvero biasimarti per aver pensato che i gruppi fossero pericolosi e meno consapevoli degli individui. Come europeo del tuo tempo, avevi una tendenza naturale a sminuire i gruppi come se fossero “primitivi”. Ma questo modo di pensare, come ho già detto, porta al razzismo, per non parlare del sessismo, dell’omofobia e di tutti gli altri “ismi”. So che nel tuo cuore non avevi pregiudizi ma, vedi, se tu li eviti, i gruppi e quelli che si sentono marginalizzati non avranno mai la possibilità di farti acquisire consapevolezza. Evitando i gruppi, eviti parti di te stesso che hai inconsciamente marginalizzato, ed eviti persone reali che potrebbero aiutarti, personalmente, e nella tua relazione con il mondo».
Arnold Mindell è nato negli Stati Uniti nel 1940. Ha conseguito un Master in Fisica al Massachussets Institute of Technology (MIT) di Cambridge e, arrivato a Zurigo per proseguire gli studi scientifici, si è invece appassionato alla psicanalisi. È diventato un quotato analista junghiano, ma si è poi allontanato – negli anni Settanta – dalle teorie del maestro per lavorare sui sintomi corporei e sul sogno. Ha così elaborato, grazie anche a concetti attinti dallo sciamanesimo e dal Taoismo, un originale approccio terapeutico internazionalmente noto come Process Oriented Psychology (Process work). Ha in seguito ulteriormente modificato la propria metodologia, conferendo alla terapia una dimensione sovraindividuale, attenta alle componenti sociali e politiche, arrivando così a gestire la conflittualità in gruppi numerosi ed estremamente eterogenei (worldwork) seguendo il principio della deep democracy. Ha scritto una ventina di libri e alterna il lavoro di docente e terapeuta a Portland in Oregon – dove risiede con la moglie Amy, sua collaboratrice – a seminari e lavori terapeutici tenuti in tutto il mondo. Ultimamente è tornato ad interessarsi di fisica quantistica e a cercare connessioni tra quest’ultima, la sua pratica terapeutica e l'ambiente.
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