Edizioni Anima Mundi

Mauro Marino recensiona "Tis Klèi" di Ninfa Giannuzzi

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Anima mundi! Il salento per il mondo
cantato da Ninfa Giannuzzi
di Mauro Marino
pubblicato su "Il Paese Nuovo" di domenica 1 Novembre 2007

Abbiamo imparato ad immaginare il Salento come luogo di musica: terra eletta del ritmo, del perdesi e del trovarsi coi suoni e col canto. Sta nel suo raccontarsi!
Una vocazione musicale per anni rimasta sottesa, conservata nello scrigno della memoria, di una “tradizione” per lungo tempo inespressa. Trattenuta in una soggezione lentamente mutatasi in orgoglio, in assertivo trovarsi nello schiarirsi del ‘pensiero meridiano’ col suo invito a riguardare “i luoghi, nel duplice senso di aver riguardo per loro e di tornare a guardarli” trasformando “il rapporto cognitivo ed affettivo con essi” per “ricostruire attraverso la pietas, i beni pubblici, quei beni che appartengono a tutti e che sono insieme veicolo di identità, solidarietà e sviluppo” (Franco Cassano, Il pensiero meridiano, Laterza 2005). Questo è accaduto sedimentando convinzioni e tessuti valoriali, crescendo una leva di musicisti e di interpreti di tutto riguardo.


Luca Ferrari recensiona "Nozzule e Pparolu"

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tratto da www.lucaferrari.net
Nozzule e Pparolu: Tonino ZurloNozzule e Pparolu: Tonino ZurloEsistono opere d’arte che trascendono la categoria del ‘bello’, la sovvertono con la loro deliberata ruvidezza, la loro urticante verità di denuncia, la poesia. Opere preziose che, anche se raramente, capita di incontrare per caso, fuori dei canali tradizionali della comunicazione ufficiale.
Candidato a diventare uno dei dischi più significativi degli ultimi anni, se non dell’intera storia del ‘popolare’ in Italia, “Nuzzole e pparolu” di Tonino Zurlo è il capolavoro per cui vengono a cadere le prerogative del linguaggio descrittivo-analitico: com’è possibile, d’altro canto, descrivere, analizzare, comprendere un’opera di siffatta bellezza?
Non inganni l’uso del termine ‘bellezza’. Bellezza è per noi, qui, durezza di sentimenti, forza espressiva, potenza dell’anima, il mettersi a nudo in tutta la propria fragilità di sentimenti: circolano oggi opere di questa natura?


Les Troublamours: Ama l'Acqua

Ama l'Acqua: Les TroublamoursAma l'Acqua: Les TroublamoursI Balcani incontrano le percussioni del sud Italia, nei ritmi di tarantelle, pizziche e tammuriate dall’emozione accesa, che a loro volta si intrecciano con caldi tappeti ritmici di matrice africana, ai quali si aggiunge il canto, che si fa affermazione di una gioia selvaggia, panica, ed espressione di un blues gitano.


Ninfa Giannuzzi: Tis Klèi

Tis Klèi: Ninfa GiannuzziTis Klèi: Ninfa GiannuzziOgni acqua ha i suoi ritorni; ogni onda ha una spuma ed un vuoto, un suono lontano e familiare. Viaggi e approdi sulle coste del mondo con Tis klèi", a svelare "chi piange", nel ricordo e nel sogno, chi guarda e s'innesta negli sguardi gonfi di inquietudine e malinconia. Un respiro in gola sopseso in nove tracce, attraverso mari sponde e popoli, "raccontati" con voce intensa e phatos.
Voce che è guida, più che interpretazione, voce che insieme alle raffinate sonorità conduce e accompagna per luoghi, tempi e memorie diverse. Tradizioni e modernità, atmosfere scaldate dal sole e anfratti pervasi di storia; Medioriente e Sudamerica, Adriatico ed entroterra salentino; in un unico, emozionale ed emozionante respiro.


Dario Muci: Mandatari

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Mandatari: Dario MuciMandatari: Dario MuciCiò che non poteva esser detto direttamente alla donna amata, lo si cantava usando, il tramite della serenata. Non vi era innamorato nel salento, che non recasse serenate dietro le porte della donna amata. A volte l’esecutore di questo tipo di canto non era l’innamorato ma un altro personaggio: il “mandatario”, specie di messaggero d’amore chiamato apposta per cantare una serenata sotto le finestre di una bella fanciulla.
Da qui, il titolo di questo nuovo progetto musicale, “Mandatari” appunto, realizzato dall’incontro di due differenti sensibilita’ artistiche, quella di Dario Muci, di matrice popolare e quella di Valerio Daniele, più orientata verso la musica contemporanea.
Il progetto si propone pertanto come un viaggio acustico nei territori al confine tra musica popolare e jazz, attraverso composizioni originali ed inediti arrangiamenti di alcuni canti della tradizione popolare salentina.
Coniuga le calde sonorità mediterranee con stilemi raffinati mutuati dalla modernità, mantenendo integra la natura sanguigna dei testi dialettali e delle struggenti melodie tradizionali salentine.


Tonino Zurlo: Nuzzole e Pparolu (semi e parole)

Nozzule e Pparolu: Tonino ZurloNozzule e Pparolu: Tonino ZurloTonino Zurlo è uno straordinario cantastorie e poeta popolare di Ostuni, citta in cui è nato nel Gennaio del 1946. In attività oramai da oltre trent'anni, osannato da importanti artisti, tra cui Moni Ovadia e Giovanna Marini, Tonino inventa anzoni per ‘un mondo diverso’, secondo la sua filosofia: ‘non è importante il ritmo del metronomo, ma quello del cuore’. Fra la tradizione letteraria dialettale pugliese, la musica popolare orale, e le sue originali intuizioni sull’essenza della natura umana e sull’assurdità del nostro tempo presente, il nuovo progetto musicale di Tonino, “Nuzzole e Pparolu” - semi e parole - pubblicato da Anima Mundi e accompagnato da un libretto contenente la sua poEtica, si propone di farci riflettere sul potere insito nelle parole che pronunciamo, dalle quali come dei semi puoi germogliare una forza vitale, a condizione pero’ che esse siano espressione di sincerita’, di un sentimento vero, e trovino nell’interlocutore un altrettanto ascolto autentico. Dice Tonino: così come il seme per trasformarsi cerca la terra, allo stesso modo la parola cerca il cuore per cambiare. Affinché questo mondo cambi, è necessario che le parole ci escano dal cuore. Quando una parola esce dal cuore quante cose può cambiare!


Avleddha: Ofidea

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Ofidea: AvleddhaOfidea: AvleddhaPerché il titolo di un brano presente nell’ultima nostra “fatica” ci è sembrato anche il modo più appropriato per coagulare in un “logo” i significati espressi?
Così come Odissèa è la narrazione delle gesta di Ulisse, Ofidèa racconta le vicissitudini di Ofis (dal greco: serpente), e il brano a cui dà il titolo (scritto da Gianni De Santis), parla, per l’appunto, di uno degli òfidi più diffusi del Salento: la sacàra (cervone). Questo rettile, oggetto di ingiustificati pregiudizi, è stato per secoli, e purtroppo ancora oggi, vittima di una vera e propria persecuzione che lo ha portato alla quasi estinzione. L’ignoranza popolare gli ha falsamente attribuito, tra l’altro, un morso talmente velenoso da seccare perfino gli alberi. In realtà, la sacàra, non solo è assolutamente innocua, ma, a differenza di altri rettili, non è neanche mordace ed è, peraltro, utilissima alla campagna essendo un predatore di roditori che notoriamente danneggiano le colture.
Si sa, qualsiasi pregiudizio è figlio dell’ignoranza, quella stessa ignoranza che qui nel Salento ha contribuito alla quasi estinzione della lingua grika.


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Tis Klei
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