Poesia

Ordina per novità
    24

      guarda come:: Grid List

      • Per la prima volta un'antologia di poesie che hanno come denominatore comune la malattia di alzheimer e che sono dedicate ai genitori o ai familiari o ispirate dal do...

      • Sale
        Featured

        Poesie d'amore e di terra  (Chiarelettere Editore)

         

        Alcune poesie estratte dal libro:
         
        Pensa che si muore
        e che prima di morire tutti hanno diritto
        a un attimo di bene.
        Ascolta con clemenza.
        guarda con ammirazione le volpi,
        le poiane, il vento, il grano.
        impara a chinarti su un mendicante,
        coltiva il tuo rigore e lotta
        fino a rimanere senza fiato.
        Non limitarti a galleggiare,
        scendi verso il fondo
        anche a rischio di annegare.
        sorridi di questa umanità
        che si aggroviglia su se stessa,
        cedi la strada agli alberi.
         
         
         
        La prima volta non fu quando ci spogliammo
        ma qualche giorno prima
        mentre parlavi sotto un albero.
        Sentivo zone lontane del mio corpo
        che tornavano a casa.
         
         
         
        Chiamami e conta
        da uno a cento.
        È bellissimo sentirti dire
        ventidue, trentasette,
        novanta.
         
         
        Ho un sentimento segreto
        che commuove ogni mio secondo.


        Non mi consente di essere con voi
di stare al mondo.
         

        Lettera ai ragazzi del Sud
         
        Cari ragazzi,
        abitate da poco una terra antica,
        dipinta con le tibie di albe greche,
        col sangue di chi è morto in Russia, in Albania.
        Avete dentro il sangue il freddo delle navi
        che andavano in America,
        le grigie mattine svizzere dentro le baracche.
        Era la terra dei cafoni e dei galantuomini,
        coppole e mantelle nere,
        era il Sud dell’osso, era un uovo, un pugno di farina,
        un pezzo di lardo.
        Ora è una scena dissanguata,
        ora ognuno è fabbro della sua solitudine
        e per stare in compagnia si è costretti a bere
        nelle crepe che si sono aperte tra una strada e l’altra,
        tra una faccia e l’altra.
        Tutto è spaccato, squarciato, separato.
        Sentiamo l’indifferenza degli altri
        e l’inimicizia di noi stessi.
        Uscite, contestate con durezza
        i ladri del vostro futuro:
        sono qui e a Milano e a Francoforte,
        guardateli bene e fategli sentire il vostro disprezzo.
        Siate dolci con i deboli, feroci con i potenti.
        Uscite e ammirate i vostri paesaggi,
        prendetevi le albe, non solo il far tardi.
        Vivere è un mestiere difficile a tutte le età,
        ma voi siete in un punto del mondo
        in cui il dolore più facilmente si fa arte,
        e allora suonate, cantate, scrivete, fotografate.
        Non lo fate per darvi arie creative,
        fatelo perché siete la prua del mondo:
        davanti a voi non c’è nessuno.
        Il Sud italiano è un inganno e un prodigio.
        Lasciate gli inganni ai mestieranti della vita piccola.
        Pensate che la vita è colossale.
        Siate i ragazzi e le ragazze del prodigio.
         
         
        Sto qui che ti aspetto, 
porto con me millenni storti, 
lunghissime nevicate, 
vento, agonie, cani che abbaiano, 
porto anche dio e quello che c'è 
quando dio finisce e quello che comincia, 
aspetto il tuo odore, una tua sillaba eccitata, 
e poi un abbraccio, un senso di dolore 
che si scioglie, e poi l'universo che rivela 
il suo rumore, simile a quello 
che fa un passero 
quando vola via da un ramo.
         
         
        L'amore che ti porto
 non è di questo mondo 
e non è mio, 
è in me 
per non darmi pace, 
è il fiato che mi manca, 
il coraggio che non ho, 
l'abbraccio che non si chiude.

        
L'amore che ti porto 
non so nemmeno dove sia, lo cerco 
ogni volta che scrivo una poesia.
         
         
        Poco fa sentivo il cuore di mia moglie 
sulla mia guancia. 
Il cuore di mia moglie 
è una cesta dove dormono i gatti, 
un forno dove lievitano 
le crostate.

        
Il cuore di mia moglie 
è una luminosa chiesa di campagna, 
un arcobaleno posato 
sui campi.
         
         
        Fatti girare la testa velocemente e poi fermala, apri gli occhi a caso: davanti a te c’è una scena del mondo una qualunque, vedi quanto è preziosa, vedila bene, con calma, tieni la testa ferma, rallenta il giro del sangue. Che meraviglia che sia mattina, che abbia smesso di piovere.
         
         Sento che siamo arrivati ai giorni semplici. Ora si può credere a quello che ci accade,
 credere all’aria che ci accoglie quando usciamo  e al saluto di chi incontriamo, alla notte che viene, alla luce che rimane, credere che non c’è malattia  fino a quando parliamo con la nostra voce, fino a quando lottiamo con gioia. Attraversiamo con fiducia ogni scena del vivere e del morire, facciamo di ogni fatica una fortuna, andiamo dentro le ore senza saltarne una.
         Punta sulla nuvola e su altre cose mute, non tue, non vicine, non addestrate a compiacerti, punta sulla morte, anche sulla morte, sulla sua decenza, sul fatto che non ritratta niente, punta sulla luce, cercala sempre, infine punta sulla tua follia, se ce l’hai, se non te l’hanno rubata da piccolo.

         

        La prima volta non fu
        quando ci spogliammo
        ma qualche giorno prima
        mentre parlavi sotto un albero.
        Sentivo zone lontane del mio corpo
        che tornavano a casa.